Confini Prima Guerra Mondiale 1915/18 - Ex forte bellavista (forte austriaco della 1° guerra mondiale), per controllo confine tra Austria ed Italia - Trasformazioni del forte Bellavista e struttura adiacente dal 1929, reception albergo + ristorante per poi trasformarsi definitivamente in appartamenti

Residenza Excelsior

Residenza Excelsior


Residence Excelsior è una Residenza composta da Mini appartamenti e Suite completamente autonome, direttamente sul lago. Rispetto ad un normale Hotel, qui da noi abbiamo il piacere di ospitarvi in appartamenti diversi dal solito, grandi o piccoli a dipendere dalle vostre necessità, il tutto situato in una conca naturale riparata dalle verdi montagne!

Residence Excelsior 1898
Residence Excelsior 2017

Vi troverete in una struttura storica del 1800. Il nome storico che abbiamo mantenuto è EXCELSIOR. Qui, era punto di ritrovo per godersi la fascia alta del Lago di Garda in tutto il suo splendore. Noi ci impegniamo a mantenere, tramite restauri annuali, il carattere della struttura originale.

Offriamo giornate trascorse attivamente sul lago, sito di fronte a voi. Immersi tra il suono delle onde e relax completo, fuori dal puro centro città. La nostra posizione è strategica Riva del Garda centro (300 mt.), si raggiunge in pochi minuti a piedi. Le serate dunque, consigliamo una passeggiata lungolago per arrivare ad un buon ristorante, pizzeria o gelateria.

La nostra struttura è Ideale per coppie, famiglie e sportivi. Trekking, mountain-bike, vela, surf, canoa, roccia, fotografia, sub, sup, pittura, bici, passeggiate o semplice “dolce far niente”!

Molte nuove iniziative nel prossimo futuro passeranno adiacenti la nostra struttura Excelsior, come la famosa Ciclabile a sbalzo sul lago, che da Limone arriverà a Riva del Garda.

Situata proprio adiacente a noi, anche la famosa Strada del Ponale!

Residenza Excelsior

Storia


Vendome - battaglia sul lago

Anno 1435/1439. Il trasporto della flotta non riuscì tuttavia a restare nascosto ai milanesi e fu perso così il fattore sorpresa sul quale contava Piero Zen, capitano della flotta veneziana. Lo scontro avvenne al largo di Desenzano e la vittoria fu dei milanesi, che erano più forti di numero e che catturarono una parte della flotta. Solo due galee veneziane riuscirono a riparare nel porto di Torbole.
Brescia non fu liberata dall'assedio, ma grazie al controllo navale della parte settentrionale del lago di Garda, i veneziani riuscirono a portarvi aiuti e derrate, permettendo alla città di resistere un altro anno all'assedio. Nel corso dell'anno 1439 venne allestita a Torbole una seconda e più potente flotta veneziana con il materiale trasportato da Venezia attraverso il già collaudato itinerario Adige-Loppio-Torbole. Nello scontro dell'aprile 1440 la nuova flotta, comandata da Stefano Contarini si scontrò con quella milanese al largo del Ponale e questa volta vinse la battaglia, acquisendo il completo dominio del lago. Nel soffitto della sala del Maggior Consiglio nel Palazzo ducale di Venezia un dipinto del Tintoretto rappresenta il durissimo scontro con i milanesi. 1. ^ Alemano Barchi, "Annotazioni alla Cronologia Bresciana civile" 1832 - "... Pei nobilissimi patti che alla dedizione Brescia conservò il suo Senato che col nome di Concilio Generale fino al 1797 ..." «Unica via che ancor rimanesse ad approvvigionare Brescia era quella del lago di Garda, poiché essendo la costa orientale di esso formata dal Veronese, imbarcati colà i viveri, facilmente si potevano condurre a Brescia, e se il Piccinino fosse accorso a vietarlo avrebbe facilmente lasciata libera o poco munita la strada da Brescia a Verona. Ma nel lago non avevano i Veneziani alcun naviglio, mentre il nemico teneva un'armetta a Peschiera, e altri posti fortificati all'intorno.
In tanta difficoltà la Repubblica aveva accolto fino dal dicembre 1438 il temerario progetto di un Blasio de Arboribus (o Nicolò Carcavilla o Caravilla) e Nicolò Sorbolo di far passare pei monti una flottiglia dall'Adige nel lago. Componevasi di venticinque barche e sei galere, le quali dalla foce dell' Adige furono fatte salire fino quasi a Roveredo, ma di là erano ancora da dodici a quindici miglia per giungere a Torbole per terreno erto ed alpestre. In mezzo a quei monti e alle falde della catena del monte Baldo trovasi il lago di s. Andrea, nel quale appunto volevasi far entrare la flottiglia. A quest'uopo furono radunati fino a duemila buoi, abbisognandone ben cento venti paia per ogni galera; gran numero di guastatori, operai, ingegneri sgombravano i borri, costruivano ponti, spianavano la strada, e così, dopo indicibili sforzi e fatiche, poté giungere l'armetta nel lago di s. Andrea. Restava a superare il monte Baldo, e l'umana industria e il ferreo volere anco a questo pervennero e con istrano spettacolo i navigli trovaronsi alfine sulla vetta del monte. Di colà bisognava gettarli nel lago, operazione non meno difficile pei pericoli della discesa; in quel ripido pendìo legavansi le barche agli alberi e ai macigni, col mezzo di argani allentavansi a poco a poco le funi, e i navigli si calavano da quegli orridi precipizii. Così dopo quindici giorni di viaggio per terra, l'armetta giunse senz'alcun sinistro a Torbole, donde fu lanciata in acqua e munita. Fu impresa maravigliosa che costò alla Repubblica ben quindici mila ducati, ma sciaguratamente presso che inutile per lo scopo di vettovagliare Brescia, poiché accorso il Piccinino col. suo navilio, poco sollievo poterono avere i Bresciani e il comandante veneziano Pietro Zeno dovette ritirarsi a Torbole e mettersi in salvo dietro a forte steccato.”» (Eugenio Musatti, Storia di Venezia, 1880.)

Sito all'inizio della bellissima strada del Ponale, da percorrere con mountain bike o a piedi, l'irripetibile sentiero a sbalzo sul Lago. La Residenza si trova in una zona priva di traffico automobilistico.

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